About - Chef Marco Cuccaro

CHEF MARCO CUCCARO
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ABOUT CHEF MARCO CUCCARO
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Sono nato il 4 luglio 1977, a Napoli; questa città abbandonata, ritrovata, fuggita, cercata, sempre amata è la culla del mio essere.
Ultimo di sei figli, sono cresciuto coccolato un po’ da tutti ma è a mio padre Alberto, abile cuoco dilettante, che devo la passione per il cibo e i suoi segreti.
A casa nostra, in quella cucina afosa e ricca di fumi e profumi sono maturate le mie prime esperienze fatte di assaggi e chiacchiere segrete.
Ho sempre pensato che tutto quell’amore ricevuto meritasse di essere condiviso, in qualche modo tramandato, perché è l’unica cosa vera che resta delle persone ed è così che mantengo vivo il ricordo e l’essenza del mio papà: cucino per gli altri e perpetuo una spirale di amore che è tutto in quei fumi e profumi che mi porto addosso, che mi porto dentro.
Eppure non è sempre stato così ovvio il mio destino.
Come ogni giovane sono stato confuso, diviso tra più passioni, sogni, desideri.
“Cosa vuoi fare da grande? ” Il calciatore!”. Eh, già. Mica il cuoco.
Da ragazzino il mito di Maradona mi era entrato dentro e pensavo (come quasi tutti i giovani napoletani all’epoca) sul serio che potesse essere la mia strada: ho giocato nella categoria allievi del Napoli e ho dato tutto me stesso sul rettangolo verde prima di essere fermato da un infortunio e dalla realtà. Lo dico senza rimpianto, sorridendo, perché è oggi uno di quei ricordi dolci che mi riportano al sogno.
Ricordare i sogni è importante perché solo in questo modo si possono trasformare, aggiustare, plasmare in qualcosa di diverso e altrettanto fantastico.
L’Istituto Alberghiero Ippolito Cavalcanti di Napoli mi annovera tra i suoi alunni, sono stati anni intensi di impegno e sperimentazione. Il mio piatto forte era la pratica e la voglia di apprendere che mi hanno portato ad esplorare il mondo culinario attraverso i ristoranti della mia città.
Durante il servizio militare, prestato a Roma, ho avuto la fortuna di lavorare come cuoco presso il Quirinale, in collaborazione con lo chef Giancarlo Vissani e quell’esperienza mi ha aiutato a maturare sotto diversi aspetti.
Sempre in quel periodo metto a fuoco altre sfaccettature di me, ulteriori interessi e passioni.
Non ho mai studiato il latino eppure “mens sana in corpore sano” diviene il mio stile di vita: amo praticare sport, con una predilezione (a parte il calcio, ovviamente) per la corsa e il tennis.
La corsa mi aiuta a pensare, a vivere momenti solo miei, con me stesso, ma la competizione diretta mi stimola e quindi di tanto in tanto sento il bisogno di un bel faccia a faccia.
Mi diverte anche il biliardo che mi consente di entrare in contatto con gli altri, parlare, scambiare idee, in un ambiente ludico più adulto e che mi offre occasione di uscire dalla banalità.
Una delle mie aspirazioni è sicuramente quella di essere originale. Comincio a viaggiare, a spostarmi nel Paese accumulando esperienze fatte di sapori e di persone.
Mi si offre poco dopo l’opportunità di cimentarmi con qualcosa di assolutamente nuovo per il sottoscritto: accetto, così, di partire per Londra. Avendo la possibilità di vivere per circa due anni in una città multiculturale e quintessenza della apertura mentale; sono convinto che spalancare la mente in un mondo diverso possa aiutarmi a cambiare il mio modo di interpretare la cucina.
Sicuramente l’esperienza più determinante è stata la fortuna di lavorare con lo Chef Giorgio Locatelli, la sua cucina, diviene la mia casa, il mio piccolo mondo che si contamina con i colori, le parlate, le diversità del mondo esterno.
Rientro in Italia e decido di catapultarmi nella Capitale, tanti anni, tante esperienze, infiniti volti ed un unico obiettivo: crescere per migliorare.
Hotel Hassler, Hotel Columbus, Hotel Sheraton Golf Club, Hotel Hilton sono realtà che mi hanno aiutato a formarmi ed amare sempre di più la cucina.
Non posso menzionare Roma solo per il lavoro, c’è molto di più; nel 2012 è arrivata la mia piccola Anna.
Nel 2014, nel cuore della Versilia, presso il Grand Hotel Principe di Piemonte, comincio una proficua collaborazione con l’Executive Chef, Giuseppe Mancino.
Io mi occupo di uno dei due ristoranti della struttura, Ristorante Regina, nel quale ricopro il ruolo di Sous Chef elaborando e strutturando i piatti dei menù sia per il ristorante à la Carte che per la banchettistica.
Durante la mia permanenza in loco il ristorante “Il Piccolo Principe “viene insignito della seconda Stella Michelin, riconoscimento di cui mi sento parte artefice e del quale sono quindi profondamente orgoglioso.
Tuttavia il desiderio di avvicinarmi alla mia famiglia mi riporta nel napoletano dove lo Chef Vincenzo Bacioterracino del Grand Hotel Parkers di Napoli pensa a me in occasione dell’apertura di un nuovo ristorante ad Ischia; tuttora mi trovo a gestire la cucina del ristorante “‘A cucin ro’ core” a Lacco Ameno.
Cucinare e confezionare un piatto è come dipingere un quadro. Desidero che chiunque assaggi la mia cucina ne rimanga entusiasta e deliziato.
La cucina è determinazione, spirito di gruppo. Ogni idea va sfruttata e a giusta causa ritengo che la semplicità sia sempre il miglior piatto.
Durante il lavoro amo ascoltare musica jazz e blues: mi dà la carica giusta per affrontare la giornata e finché sono tra i fornelli non guardo l’ora.
Il sacrificio, l’amore e la pazienza sono gli ingredienti principali che impiego in questo mestiere che è per me uno dei più belli al mondo.
Apprezzo a 360° l’arte culinaria, composta da tanti elementi come i colori, le forme e gli odori; in particolar modo adoro cucinare piatti a base di pesce; mi fa sentire a casa!
Le mie radici le ho tenute sempre ben presenti e restano nel profondo del mio cuore e dell’anima: il mare ne rappresenta il succo essenziale e quando posso lavorare vicino ad esso riesco a dare il meglio di me... anche se ogni luogo è adatto, se si ama quel che si fa.
Marco Cuccaro © 2017 SAGAWEB
Adesso vivo a
Assisi - PG - Italia
Via Gabriele D'Annunzio, 5
Contatto +39. 340.3353507
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